Sette consigli

1) L’importanza del nome del sito

Molti scelgono per il proprio sito un nome a caso oppure il nome dell’azienda o del professionista.
Si tratta di una scelta sbagliata. I motori di ricerca danno enorme importanza al nome del dominio per indicizzare i siti.
Talvolta basta un nome appropriato per trovarsi ai primi posti di Google senza troppa fatica.
Cercate in Google “agriturismo udine” e osservate il nome di dominio dei siti che appaiono in prima pagina: sarà una coincidenza?

2) Scegliere titoli appropriati per i motori ed i visitatori

Anche i nomi delle pagine HTML, i TITLE delle stesse, i nomi delle cartelle, i titoli principali ed i sottotitoli di ogni pagina del sito sono molto importanti per l’indicizzazione corretta nei motori e lo sono anche per i visitatori.
Dobbiamo quindi sceglierli con saggezza. Se ad esempio desidero che una pagina abbia buone probabilità di venir trovata nei motori da chi cerca “vendita capsule nespresso Udine”, dovrò dare questo titolo alla pagina (che verrà mostrato in blu nei risultati di Google).
Inoltre gli utenti, vedendo questo titolo, saranno propensi ad aprire il sito ritenendo parli di ciò che stanno cercando.
Un titolo più efficace per aumentare le visite potrebbe essere “Capsule Nespresso Udine – sconto 10%”.
Esempio un pò cazzuto ma penso si capisca il concetto.

3) L’importanza del testo per indicizzare un sito nei motori.

Content is KING (il testo è RE) dicono tutti gli esperti di ottimizzazione siti web e di marketing, ed è verissimo.
Molti (specialmente gli esperti di grafica, di web design, le agenzie di pubblicità) tendono a sottovalutare l’importanza di scrivere, e scrivere molto, sulle pagine web.
Puntano tutto sulle immagini, sugli effetti speciali e sugli slogan, e scrivono pochissimo testo (perché gli utenti non leggono, dicono).
Nonostante anni di insuccessi non hanno ancora capito che un sito web non è un depliant o una brochure.
I motori sono affamati di testo, se non glielo diamo noi andranno a cercarlo sui siti dei nostri competitor.
E indicizzeranno i loro siti prima del nostro.
Lo so che è più facile fare una bella animazione grafica che scrivere 2.000 parole, ma andatelo a spiegare a Google:).
Sul fatto che gli utenti non leggano ci sarebbe da discutere: un sito che ha 2.000 visitatori al giorno e su alcune pagine si fermano in media 7 minuti, è chiaro che le leggono.
Non è raro che io riceva una telefonata da un cliente che esordisce dicendomi: ho trascorso alcuni giorni sul tuo sito ed ho deciso di farmi fare (o rifare) il sito da te.
I visitatori vogliono informazioni, non effetti speciali!

4) La velocità di apertura delle pagine web

Molti sono convinti che oggi hanno tutti l’ADSL e che non serva più creare pagine veloci da aprirsi.
Non è così. A volte mi capita di dover attendere 15/20 secondi per aprire una pagina, e io ho un’ottima veloce fibra ottica.
Inoltre sono sempre di più gli utenti che usano uno smartphone o un tablet per connettersi ad internet e in questi casi la velocità non basta mai.
Abbiamo 4 secondi per convincere il visitatore che è sul sito giusto, se abbiamo pagine lente rischiamo di perderlo, e rischiamo anche, se la rete è particolarmente intasata, che gli spyder dei motori di ricerca bypassino le nostre pagine lente.
Creare pagine veloci è facile, basta evitare animazioni in Flash, immagini e sfondi di grandi dimensioni, tabelle, routine in javascript e separare la formattazione dai contenuti con un foglio stile.
I miei siti sono (quasi tutti) veloci da aprire perché ho sempre seguito quando potevo queste regole.

 

5) Creare una struttura intuitiva da navigare.

Don’t Make Me Think (Non Fatemi Pensare) non è solo il titolo del più noto libro di Steve Krug, uno dei massimi esperti americani di usabilità web, è anche una scuola di pensiero ignorata dai molti webmaster e web designer italiani che creano siti web agli antipodi di questa filosofia.
Creano siti che costringono a pensare dove cliccare, a chiederci dove hanno messo quel link, dov’è il telefono, dove hanno messo l’email, di dove sono questi qua, cosa succede se clicco su questo banner, dov’è finita la pagina che ho visto prima…
Un sito per piacere ai visitatori deve essere veloce da navigare, la struttura di navigazione dev’essere chiara, intuitiva, usabile, non come il telecomando di un moderno videoregistratore.
In caso contrario rischiamo di far uscire il visitatore dal sito prima che abbia trovato ciò che cercava.
Dobbiamo far sì che il visitatore capisca entro 4 secondi che cosa facciamo. Non abusiamo della sua pazienza.

Ho ricevuto tempo fa il curriculum di un web designer in cerca di lavoro/collaborazione che, come referenza, mi invitava a guardare il suo sito.
Dopo aver aperto la sua home page e atteso che terminasse il “loading in progress” ho impiegato almeno 30 secondi solo per capire dove cliccare per entrare nel sito; sembrava la videata di un game dove per proseguire devi trovare gli oggetti.
Ho capito perché non trova lavoro.

6) Dare un nome appropriato alle immagini, non IMG003.JPG o similari.

Le immagini non vengono viste dai motori di ricerca e quindi non servono per il posizionamento, ma i loro nomi vengono visti e indicizzati in Google Immagini e questo ci può portare visitatori sul sito.
Non commettiamo l’errore di lasciare alle immagini il nome originario, di solito inutile per l’indicizzazione.
Se provengono da una fotocamera digitale avranno una sigla e un numero come nome, tipo DC00087.JPG. Rinominiamole prima di pubblicarle.
Se si tratta dell’immagine di un acchiappasogni chiamiamola acchiappasogni.

Un paio di anni fa mi chiamò un’insegnante di Yoga di Udine dicendomi che stava cercando in Google un acchiappasogni per fare un regalo ad un’amica e che, cliccando sull’immagine, era finita sul mio sito.
Capito che non vendevo acchiappasogni ha gironzolato nel sito per vedere cosa facessi. Leggendo gli è venuta voglia di farsi fare un sito da me e glielo fatto.
Se avessi chiamato img006 l’immagine dell’acchiappasogni non avrei mai trovato questo cliente.

 

7) Dobbiamo saper motivare i visitatori ad agire.

Mi fermo qui per ora…

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